viaggiare

Un giorno ti svegli e dici ‘lo faccio, metto due cose nello zaino e parto a piedi’. Non per dimostrare qualcosa, non perché stia diventando una moda; vuoi solo riprenderti il tempo e andare per boschi e sentieri. Scoprire le vie secondarie, spogliarti del tuo io più moderno e allearti al paesaggio. Il mondo è maestoso, camminando lo capisci bene, lo sentono bene le tue gambe, la pianta dei tuoi piedi.

Camminare è terapeutico. E quella sensazione che assomiglia a un preconcetto che ti fa dire ‘si ma non si va abbastanza lontano’ la dimentichi appena sei alle prese col cammino, appena ti accorgi che ‘lontano’ è più una percezione che un dato di fatto.

Se il Cammino di Santiago di Compostela può rivelarsi vera e propria esperienza di vita, di crescita e spirituale, i cammini italiani non soffrono di un complesso di inferiorità. Tengono il passo, invece. Richiedendo lo stesso impegno, la stessa determinazione, a volte la stessa fatica.

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I giorni del Cammino mi hanno offerto un’esperienza indimenticabile che porterò dentro di me per tutta la vita. Bellissimi paesaggi naturali da percorrere sotto mutevoli condizioni ambientali, in solitaria o in piacevole compagnia, con i piedi doloranti ma sempre con determinazione.

Un’esperienza indimenticabile, dicevo. Tante soddisfazioni sicuramente ma…

Come renderla veramente tale? Cosa è necessario portare nello zaino per evitare che spiacevoli imprevisti rovinino parte del viaggio che tanto avevate atteso? Ecco alcuni miei consigli personali. 😉

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