felicità

Meditare camminando

by SnoopyWanderer on

Partiamo subito con una (mia) considerazione personale, per mettere subito chiarezza: la vita in città non fa per me. I ritmi serrati, il traffico, la pubblicità ovunque, (la gente ovunque!) no… proprio non fa per me. Ho bisogno dei miei spazi. 😀

Ma evadere dal caos non è sempre così facile e ogni momento può essere quello buono per ritrovare un po’ di pace e serenità e dedicarsi a se stessi. Perciò, se non avete tempo (o soldi) per un viaggetto in un luogo remoto e sconosciuto, se vorreste ritagliarvi una piccola parte della giornata tutta per voi, questa soluzione potrebbe fare al caso vostro!

Se ti è piaciuto questo articolo:

“Ron, apprezzo sinceramente l’aiuto che mi hai dato e i momenti che abbiamo trascorso insieme.
Spero che la nostra separazione non ti abbia scosso troppo.
Potrebbe passare molto tempo prima di rivederci ma, ammesso che io sopravviva all’Alaska, riceverai sicuramente mie notizie.

Se ti è piaciuto questo articolo:

La società in cui viviamo è una società “giusta”? Abbiamo tutti le stesse possibilità di percorrere la nostra personale strada per la felicità? Hell, no!

Cosa ce lo impedisce? Cosa impedisce (anche) ad un senzatetto di prendere in mano la sua vita? E’ possibile estinguere la povertà? Queste e tante altre domande sono trattate da Rutger Bregman, storico olandese, classe 1988, nel suo libro Utopia For Realists.

L’autore mostra com’è possibile ricostruire la società su idee visionarie ma assolutamente implementabili e riporta numerosi studi ed esperimenti sociali a supporto delle sue tesi.

Se ti è piaciuto questo articolo:

A tu per tu con lo scrittore di Erto. Che col suo ultimo libro fa l’elogio del fallimento. “Occorre imparare a riconoscerci come esseri imperfetti e a considerare la sconfitta come un tentativo positivo orientato al meglio, anche se non va a buon fine”.

Mauro Corona si presenta a cena con la classica divisa, scarponi e pantaloni da alpinista sotto una giacca di velluto e l’immancabile bandana in testa. Ha in mano una bottiglietta di collutorio. Un’immagine buffa e anche inaspettata, per uno che ha fatto dell’eliminazione del superfluo una legge di vita. Gliel’ha regalato un lettore che ha incontrato per strada, era un modo per lasciargli qualcosa di sé, e allora per lui in questo caso un valore ce l’aveva, quell’oggetto per nulla in linea con il personaggio.

Se ti è piaciuto questo articolo:

Credo che scoprire il proprio talento sia difficile e semplice al tempo stesso. Il problema, a mio parere, è che spesso lo diamo per scontato. Perché il talento non è qualcosa che si palesa improvvisamente dopo una vita trascorsa a fare altro ma nella maggioranza dei casi ci accompagna da sempre, in forme insospettabili.

Se ti è piaciuto questo articolo: