consapevolezza

Vi auguro sogni a non finire
la voglia furiosa di realizzarne qualcuno
vi auguro di amare ciò che si deve amare
e di dimenticare ciò che si deve dimenticare
vi auguro passioni
vi auguro silenzi
vi auguro il canto degli uccelli al risveglio
e risate di bambini
vi auguro di resistere all’affondamento, all’indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca.
Vi auguro soprattutto di essere voi stessi.

 

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Meditare camminando

by SnoopyWanderer on

Partiamo subito con una (mia) considerazione personale, per mettere subito chiarezza: la vita in città non fa per me. I ritmi serrati, il traffico, la pubblicità ovunque, (la gente ovunque!) no… proprio non fa per me. Ho bisogno dei miei spazi. 😀

Ma evadere dal caos non è sempre così facile e ogni momento può essere quello buono per ritrovare un po’ di pace e serenità e dedicarsi a se stessi. Perciò, se non avete tempo (o soldi) per un viaggetto in un luogo remoto e sconosciuto, se vorreste ritagliarvi una piccola parte della giornata tutta per voi, questa soluzione potrebbe fare al caso vostro!

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Da bambino sentivo di essere solo, e lo sono ancora oggi, perché conosco cose e debbo riferirmi a cose delle quali gli altri apparentemente non conoscono nulla, e per lo più nemmeno vogliono conoscere nulla. La solitudine non deriva dal fatto di non avere nessuno intorno, ma dalla incapacità di comunicare le cose che ci sembrano importanti, o dal dare valore a certi pensieri che gli altri giudicano inammissibili. La solitudine cominciò con le esperienze dei miei primi sogni, e raggiunse il suo culmine al tempo in cui mi occupavo dell’inconscio.

Quando un uomo sa più degli altri diventa solitario. Ma la solitudine non è necessariamente nemica dell’amicizia, perché nessuno è più sensibile alle relazioni che il solitario, e l’amicizia fiorisce soltanto quando ogni individuo è memore della propria individualità e non si identifica con gli altri.

 

Letture consigliate: Colloqui con sé stesso, di Marco Aurelio

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La società in cui viviamo è una società “giusta”? Abbiamo tutti le stesse possibilità di percorrere la nostra personale strada per la felicità? Hell, no!

Cosa ce lo impedisce? Cosa impedisce (anche) ad un senzatetto di prendere in mano la sua vita? E’ possibile estinguere la povertà? Queste e tante altre domande sono trattate da Rutger Bregman, storico olandese, classe 1988, nel suo libro Utopia For Realists.

L’autore mostra com’è possibile ricostruire la società su idee visionarie ma assolutamente implementabili e riporta numerosi studi ed esperimenti sociali a supporto delle sue tesi.

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