“Ron, apprezzo sinceramente l’aiuto che mi hai dato e i momenti che abbiamo trascorso insieme.
Spero che la nostra separazione non ti abbia scosso troppo.
Potrebbe passare molto tempo prima di rivederci ma, ammesso che io sopravviva all’Alaska, riceverai sicuramente mie notizie.

La società in cui viviamo è una società “giusta”? Abbiamo tutti le stesse possibilità di percorrere la nostra personale strada per la felicità? Hell, no!

Cosa ce lo impedisce? Cosa impedisce (anche) ad un senzatetto di prendere in mano la sua vita? E’ possibile estinguere la povertà? Queste e tante altre domande sono trattate da Rutger Bregman, storico olandese, classe 1988, nel suo libro Utopia For Realists.

L’autore mostra com’è possibile ricostruire la società su idee visionarie ma assolutamente implementabili e riporta numerosi studi ed esperimenti sociali a supporto delle sue tesi.

Non è possibile effettuare un cambiamento fondamentale senza una certa dose di follia. In questo caso si tratta di non conformità: il coraggio di voltare le spalle alle vecchie formule, il coraggio di inventare il futuro. Ci sono voluti i pazzi di ieri per permetterci di agire con estrema chiarezza oggi. Voglio essere uno di quei pazzi. Dobbiamo avere il coraggio di inventare il futuro.

Un mondo di plastica

by SnoopyWanderer on

“Se il mondo non fosse malato basterebbero tre mosse: prima mossa, abolire il packaging; seconda mossa, abolire l’obsolescenza programmata; terza mossa, produrre e consumare solo ciò che davvero serve. Ma bisognerebbe fare preliminarmente la mossa zero: togliere il potere agli sviluppisti.” (la Repubblica, 21 luglio 2017)

‘Vi piacciono i gatti?’.
‘No’.
‘Ne ero sicuro. È un segno del carattere. In questo avete l’istinto umano del dispotismo. Agli uomini non piacciono i gatti perché il gatto è libero e non si adatterà mai a essere schiavo. Non fa nulla su vostro ordine, come fanno altri animali’.
‘Nemmeno una gallina obbedisce agli ordini’.
‘Vi obbedirebbe, se sapeste farvi capire da essa. Un gatto vi capisce benissimo, ma non vi obbedisce’.

(J.J. Rousseau, dialogo con J. Boswell)

Anche se i geni fanno la loro parte, il 40% dell’intelligenza di adulto della nostra specie sembra dipendere da fattori ambientali. In altre parole, le abitudini giocano un ruolo importante nel determinare le nostre strutture di ragionamento e il modo di affrontare le decisioni.

Ecco perché la vita quotidiana delle più grandi personalità scientifiche desta da sempre grande curiosità: è possibile rintracciare nei passatempi e nelle piccole manie dei geni le radici della loro intelligenza? BBC Future ci ha provato con Albert Einstein: seguiteci in questo esperimento, prima di arrivare a una conclusione.

Siamo davvero “in cima alla montagna” durante i nostri trentanni? O stiamo ancora arrancando in salita?

In noi arde ancora un fuoco inestinguibile di cui, molto spesso, noi stessi ignoriamo il potenziale. E così ci lasciamo inghiottire dal “sistema”, imbrigliare dal “burocrate”, confondere da chi pretende di saperne più di noi perché ha più strada alle spalle.

Tratto dal libro Se il sole muore, l’appello che questa controversa scrittrice rivolge a noi trentenni è quello di risvegliare quel fuoco e lasciare che anche gli altri possano godere appieno del suo splendore.

Del resto… se non noi, chi?