Personaggi

Ora, cos’è importante nel problema di accessibilità degli scaffali? È che uno dei malintesi che dominano la nozione di biblioteca è che si vada in biblioteca per cercare un libro di cui si conosce il titolo. In verità accade sovente di andare in biblioteca perché si vuole un libro di cui si conosce il titolo, ma la principale funzione della biblioteca, almeno la funzione della biblioteca di casa mia e di qualsiasi amico che possiamo andare a visitare, è di scoprire dei libri di cui non si sospettava l’esistenza, e che tuttavia si scoprono essere di estrema importanza per noi. Ora, è vero che questa scoperta può essere data sfogliando il catalogo, ma non c’è niente di più rivelativo e appassionante dell’esplorare degli scaffali che magari riuniscono tutti i libri di un certo argomento, cosa che intanto sul catalogo per autore non si sarebbe potuto scoprire, e trovare accanto al libro che si era andati a cercare un altro libro, che non si era andati a cercare, ma che si rivela come fondamentale. 

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Anche se i geni fanno la loro parte, il 40% dell’intelligenza di adulto della nostra specie sembra dipendere da fattori ambientali. In altre parole, le abitudini giocano un ruolo importante nel determinare le nostre strutture di ragionamento e il modo di affrontare le decisioni.

Ecco perché la vita quotidiana delle più grandi personalità scientifiche desta da sempre grande curiosità: è possibile rintracciare nei passatempi e nelle piccole manie dei geni le radici della loro intelligenza? BBC Future ci ha provato con Albert Einstein: seguiteci in questo esperimento, prima di arrivare a una conclusione.

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A tu per tu con lo scrittore di Erto. Che col suo ultimo libro fa l’elogio del fallimento. “Occorre imparare a riconoscerci come esseri imperfetti e a considerare la sconfitta come un tentativo positivo orientato al meglio, anche se non va a buon fine”.

Mauro Corona si presenta a cena con la classica divisa, scarponi e pantaloni da alpinista sotto una giacca di velluto e l’immancabile bandana in testa. Ha in mano una bottiglietta di collutorio. Un’immagine buffa e anche inaspettata, per uno che ha fatto dell’eliminazione del superfluo una legge di vita. Gliel’ha regalato un lettore che ha incontrato per strada, era un modo per lasciargli qualcosa di sé, e allora per lui in questo caso un valore ce l’aveva, quell’oggetto per nulla in linea con il personaggio.

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Sulle tracce di Marco Olmo

by SnoopyWanderer on

marco-olmo_solette-noene-testMarco Olmo, classe ’48, piemontese. Dalle competizioni domenicali è passato alle gare off roads e a 58 anni è diventato Campione del Mondo vincendo l’Ultra Trail du Mont Blanc, la gara di 168 km che abbraccia il Monte Bianco, preclusa ai più per la durezza del percorso che presenta oltre 9000 metri di dislivello positivo. E a 59 anni ha bissato il successo dell’anno prima. 

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“Abbiamo dimenticato quanto sia divertente correre.”

Rispondeva così Scott Jurek ad un giornalista che gli chiedeva come gli fosse venuto in mente di correre 100 miglia a piedi quando, per chiunque, si tratta di una distanza lunga da percorrere anche in macchina.

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Cresciuto nella periferia di Londra, a 16 anni ha lasciato la scuola per fondare una rivista. Dopo due anni ha lanciato la Virgin. Ha iniziato vendendo dischi per posta. E ha trasformato la sua impresa in una delle etichette discografiche di maggior successo nel mondo. Oggi, a 65 anni, Richard Branson è a capo di un gruppo con oltre 400 attività e un patrimonio di 5,2 miliardi di dollari.

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