La terra del ghiaccio e del fuoco: l’Islanda!

by SnoopyWanderer on

E’ stato il mio primo viaggio in Islanda. Fino a qualche mese fa non avevo neanche minimamente intenzione di visitarla… pensavo: che cavolo ci vado a fare in Islanda?? 

L’iniziativa di questo viaggio non l’ho presa io, ma la mia ragazza, desiderosa di avvistare qualche balena durante le loro migrazioni al largo delle coste islandesi. E’ senza dubbio uno dei suoi “animali portafortuna”.

Ovviamente, quando si tratta di intraprendere un viaggio (specialmente su terre inesplorate), basta molto poco per convincermi. E così è stato. Abbiamo prenotato con il dovuto anticipo due voli low cost, due posti in ostello nella capitale, Reykjavik, e preso un’auto a noleggio*.

Il nostro viaggio è durato 11 giorni, dal 31 marzo al 10 aprile. Abbiamo scelto questo periodo dell’anno perché “inizia la primavera”, per così dire… infatti le temperature erano ancora di poco al di sopra dello zero ma abbiamo potuto godere di un equilibrato alternarsi delle ore diurne e notturne, senza rinunciare all’idea di vedere le luci nordiche (condizioni meteo permettendo); circolare in auto (almeno nell’area sud-ovest dell’isola) diventa meno proibitivo; si possono effettuare più attività all’aperto.

PRIMO GIORNO 

Siamo atterrati all’aeroporto internazionale di Keflavík e ci siamo diretti verso il nostro ostello, a circa 45 minuti di auto.

Prime impressioni: gli ampi stradoni e il traffico rarefatto permettono di muoversi in modo tranquillo; unico avvertimento, occhio ai sorpassi sulla destra: a quanto pare, qui sono molto in voga. Il costo della vita è piuttosto alto: che voi andiate al supermercato, al ristorante o a comprare dei souvenir, vi troverete di fronte a dei prezzi alcune volte raddoppiati (o più) rispetto a quelli italiani (ad es: una pizza margherita, circa 2500 corone islandesi, cioè 20 euro; una pinta al pub circa 8 euro…). Credevo che i prezzi folli di Londra fossero insuperabili. Mi sbagliavo.

In serata, non perdiamo tempo e, con le previsioni meteo a nostro favore, ci mettiamo in macchina e iniziamo la caccia alle luci nordiche. Ci dirigiamo verso la costa nord di Reykjavik, dove l’inquinamento luminoso è un po’ meno invasivo, e ci ritroviamo una strana striscia di luce bianca sopra la testa… E’ LEI !!! L’AURORA BOREALE ! 😀 Il tempo di parcheggiare (un po’ abusivamente, lo ammetto) affianco ai pullman dei tour guidati proprio in cerca di luci nordiche, e i colori sfumano sul verde. Quella resterà la prima e (per ora) ultima volta che abbiamo visto quello spettacolo naturale. “La fortuna aiuta gli audaci”, si dice. Quella sera è stata dalla nostra parte, non possiamo lamentarci.

 

SECONDO GIORNO 

Þingvellir National Park – Geysir – Gullfoss

Da Reykjavik ci siamo spostati nella zona più interna, nel Þingvellir National Park, dove la neve fa la sua attesa comparsa e gli orizzonti si allargano. Qui visitiamo la cascata di Öxarárfoss, vicino la quale avviene l’incontro fra le placche continentali europea e americana.

 

 
Proseguendo lungo il Golden Circle giungiamo ai geyser più noti dell’Islanda, fra cui troviamo il “capostipite”, l’inattivo Geysir, e il più spettacolare Strokkur.
Ultima tappa della giornata, la “cascata d’oro”: Gullfoss.

 

 

TERZO GIORNO

Lago Kleifarvatn – Seltún

Basta spostarsi di pochi chilometri a sud di Reykjavik per godere di paesaggi mozzafiato e silenzi surreali.

Questi sono il Lago Kleifarvatn e l’aera geotermica di Seltún.

       

Unico rammarico è il non aver potuto raggiungere le Krýsuvíkurberg Cliffs a causa del maltempo che ha reso la strada impraticabile.

 

QUARTO GIORNO

Garður

Cosa si fa in una giornata di pioggia e vento? Si va a mare!

Abbiamo così deciso di esplorare la costa a sud della capitale fino al suo estremo occidentale, Garður, col suo piccolo borgo e il suggestivo faro.

 

QUINTO GIORNO

Blue Lagoon

Una fantastica piscina termale a cielo aperto, con acqua calda (circa 40°C) e bufera di neve sopra la testa, fra saune e trattamenti alla silica e alghe: tutto questo è la Laguna Blu!

 

Abbiamo avuto un assaggio della repentina variabilità climatica dell’Islanda, passando dalla bufera di neve della mattina al sole radioso del pomeriggio, per poi tornare nuovamente alla neve nel tardo pomeriggio. È stata un’esperienza indimenticabile! Da provare.

 

SESTO GIORNO

Seljalandsfoss – Vík í Mýrdal – Skógafoss

La costa sud-occidentale islandese ci ha regalato autentiche meraviglie.

La strada da Reykjavik è lunga ma scorre in fretta fra i vasti paesaggi innevati.
La prima tappa è Seljalandsfoss, la spettacolare cascata che si può ammirare a 360° grazie ad un sentiero che conduce fin dietro il getto d’acqua. Nel caso vi trovaste a passare di lì, portatevi un ombrello.
All’estremo sud della costa troviamo il piccolo villaggio di Vík, dal quale è possibile scorgere i suggestivi faraglioni di Reynisdrangar e la spiaggia nera e raggiungere la vicina caverna di Hálsanefshellir.
Ultima fermata, ma non per importanza, è stata la cascata di Skógafoss, sulla cima della quale è possibile salire attraverso una luuunga scalinata… e ne vale decisamente la pena.

Seljalandsfoss

Skógafoss

 

Queste sono solo alcune delle bellezze di questo tratto di costa; molte altre un nome non ce l’hanno o passano semplicemente in secondo piano. Ma se sono rimasto incantato è anche per merito loro.

 

SETTIMO e OTTAVO GIORNO

The Snæfellsnes Peninsula

L’Islanda si conferma una terra ricca di meraviglie.

Il nostro viaggio prosegue a nord della capitale, nella penisola di Snæfellsnes.
Al suo estremo sud-orientale, fra Hellnar e Arnarstapi, percorriamo un sentiero lungo circa 2,5 km su scogliere mozzafiato. Sicuramente una delle mie tappe preferite.


Risalendo la costa, altri punti d’interesse sono le scogliere di Lóndrangar, la spiaggia di Skarðsvík, il faro di Svörtuloft, il monte Kirkjufell… sono serviti due giorni per esplorare (purtroppo solo superficialmente) quest’area dell’isola, e tanto sembra esserci ancora da vedere: sorgenti termali, sentieri fra i ghiacciai… purtroppo non facilmente accessibili in questo periodo dell’anno. Ci toccherà tornare nuovamente… 🙂

 

NONO GIORNO

Reykjadalur Hot Spring Trailhead

Abbiamo dedicato questa giornata all’hiking, fra le sorgenti termali di Reykjadalur, dove, in alcuni punti, è anche possibile fare gratuitamente un bagno caldo (o quasi).

 

DECIMO GIORNO

Monte Keilir

Il cammino prosegue, questa volta su una ialoclastite: il monte Keilir. Situato nei pressi della Laguna Blu, la strada che porta all’inizio del sentiero è ben segnalata e non è catalogata come ‘F-road’, cioè ‘di montagna’, per cui potrete arrivarci anche con la vostra auto noleggiata.

Per quanto non sia molto alto, la salita fino in cima non è altrettanto semplice, data la ripidità e i forti venti che soffiano su tutta l’area.

 

UNDICESIMO GIORNO

L’ultimo giorno, quello del ritorno a casa. E delle considerazioni finali…

Prima di partire, non sapevamo cosa aspettarci. Aprile è ancora un mese di transizione e pensavamo che muoverci in auto fuori dalla capitale sarebbe stato più problematico, ma così non è stato. Anzi, se si condividono le spese, prendere un’auto a noleggio consente di risparmiare (dall’altro lato, i tour guidati sono decisamente cari) e, nel contempo, dà un’ampia libertà nella scelta dei luoghi da visitare, della tabella di marcia, ecc…

Gli obiettivi minimi che ci eravamo prefissati sono stati quasi tutti raggiunti:

  • visitare la penisola di Snæfellsnes;
  • visitare l’area circostante a Vík;
  • fare delle escursioni nelle aree geotermiche;
  • andare nella Laguna Blu;
  • vedere l’aurora boreale… ahimè, solo una volta;
  • percorrere il Golden Circle;
  • visitare le ‘principali’ cascate.

Fra quello che non siamo riusciti a fare, alla fine, c’è proprio il whale watching (l’osservazione delle balene), ma il periodo da noi scelto non è di certo quello ideale, per cui non ci avevamo riposto molte speranze.

Per questo, e per molto, molto altro (horse riding, escursioni fra ghiacciai e grotte, …) tornare in Islanda è già nei piani futuri.

Quindi la domanda ‘che cavolo ci vado a fare in Islanda?’  è diventata: Quando torno in Islanda?

 

Un ringraziamento speciale alla mia compagna che si è rivelata anche un’eccellente fotografa! 😛

* Troverete su internet molte società di autonoleggio, che vi forniranno l’automobile scelta (o, molto spesso, analoga a quella scelta) direttamente all’uscita dell’aeroporto. Molte di esse vi richiederanno una carta di credito per poterne noleggiare una; noi abbiamo deciso di non rischiare in tal senso e optato per un noleggiatore che “si accontentasse” di una carta di debito. Un consiglio: prendete una 4×4, potreste averne davvero bisogno.

 

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Written by: SnoopyWanderer

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