Come godersi al meglio il Cammino di Santiago

by SnoopyWanderer on

I giorni del Cammino mi hanno offerto un’esperienza indimenticabile che porterò dentro di me per tutta la vita. Bellissimi paesaggi naturali da percorrere sotto mutevoli condizioni ambientali, in solitaria o in piacevole compagnia, con i piedi doloranti ma sempre con determinazione.

Un’esperienza indimenticabile, dicevo. Tante soddisfazioni sicuramente ma…

Come renderla veramente tale? Cosa è necessario portare nello zaino per evitare che spiacevoli imprevisti rovinino parte del viaggio che tanto avevate atteso? Ecco alcuni miei consigli personali. 😉

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Acquista indumenti in tessuto tecnico. Per tessuto tecnico si intende quel particolare tessuto prodotto per affrontare condizioni climatiche più estremetraspirante, più facile da asciugarepoco ingombrante leggero.
Io ho portato con me: tre t-shirt, due pantaloni lunghi, una felpa, quattro paia di calzini da running e… quattro di mutande.

In aggiunta, avevo con me un k-way e un altro paio di pantaloni antipioggia che si sono rivelati preziosi (per fortuna usati solo in un’occasione).
Ma, cosa fondamentale, ho comprato delle scarpe da hiking ‘mid’ comode ma resistenti, abbastanza alte da proteggere le caviglie, essendo stato soggetto più volte a distorsioni. Solo così è possibile affrontare 900 chilometri con relativa serenità. La mia scelta è ricaduta sul noto marchio Salomon, indossato, non a caso, dalla maggior parte dei viaggiatori. Consiglio inoltre di rodare le scarpe e i calzini insieme, almeno una settimana o due per qualche ora al giorno, così da abituare il piede e ‘ammorbidire’ ed ‘adattare’ le scarpe ad esso. Durante il Cammino saranno le vostre amiche più preziose e sarà meglio entrarci quanto prima in confidenza, dovendoci passare insieme lunghe giornate. 😉

Porta con te una guida cartacea e non una in carne ed ossa. E sono serio! Molte persone non hanno guide ma l’enciclopedia I Quindici. Anziché avere mappe dettagliate, hanno foto con tanto di favolette della cui utilità è dubbioso anche colui che l’ha scritta.

Io ho preso una guida (molto) poco ingombrante e piuttosto precisa riguardo le strade che avrei percorso, con altimetrie e percorsi alternativi, segnalando luoghi d’interesse e fontanelle (che benedirete), ostelli e relativi posti a disposizione, prezzi, ecc… lasciando all’immaginazione del lettore quale sarà il colore dei prati in fiore che attraverserà mentre si domanderà con la borraccia vuota “Come c**o sono finito fin qua?!?”.

Ad essere sincero, a mia insaputa ma con un minimo di buon senso, ho scelto una guida che ho trovato poi nelle mani di molti, soprattutto anglofoni, rivelatasi ottima, di un certo John Brierley. Complimenti a me. Almeno per il culo che ho avuto. 😀

img_0944Viaggia in solitaria, che ti piaccia o no, che tu sia abituato o meno. Ciò non vuol dire affatto isolarsi dal resto del mondo. Ma l’esperienza che ne conseguirà sarà del tutto originale e non sarà ‘annacquata’ da banali chiacchierate sul nulla cosmico con turisti annoiati che scambiano il Cammino per una scampagnata fuori porta.

Piuttosto, prenditi il tuo tempo, cammina col tuo passo, fermati a mangiare more e mele selvatiche, accarezza un gatto, concediti una sosta con vista sulla vallata, parla con altri pellegrini solitari: due interlocutori possono dare vita a discussioni molto più stimolanti rispetto a quelle starnazzate ai quattro venti da comitive di dieci.

Limite massimo consentito: tre. E’ in tre che ho passato una delle serate più divertenti del Cammino, quando, messo un po’ alle strette, ho fatto da interprete fra un signore napoletano che cercava di fare la corte in maniera ‘elegantemente spudorata’ ad una malcapitata (e suo malgrado, divertita) viaggiatrice olandese. Aggiungete una coppia di ‘testimoni’ irlandesi e qualche bottiglia di ‘vino tinto’ ed il gioco è fatto. Ma qui il conto sale a cinque… Mmmh… Vabbè, lasciate perdere. 😀

 

img_0225Fra il (diciamo) materiale secondario, consiglio di portare:

sapone di Marsiglia e portasaponetta: il primo, utile sia per il bucato che per il corpo; il secondo, sembrerà una str**ata, ma l’ho trovato molto utile. In alternativa, potrete sempre utilizzare fogli di giornale, bustine di plastica, bla bla bla… Fate prima a procurarvene uno.

mollette per il bucato: non tutti gli ostelli (o ‘albergues’) ne sono provvisti e risultano utili anche quando i vestiti lavati il giorno prima non sono ancora asciutti… vedi foto a lato.

ago, iodopovidone antisettico, bendaggi cerotti per il trattamento di vesciche: per ulteriori consigli sull’argomento, leggi questo articolo. Per quanto riguarda il tagliaunghie, non ci sarebbe neanche il bisogno di menzionarvelo, ma io lo faccio lo stesso.

scarpe da ginnastica: quelle che metteresti tutti i giorni per fare una corsetta al parco, leggere e poco ingombranti. Ho rinunciato ad un po’ di spazio extra nello zaino (*) pur di portarle con me e n’è valsa la pena. Avevo anche delle infradito, indispensabili a volte anche solo per andare sotto la doccia ed evitare di beccarsi dei simpatici ma indesiderati funghetti sotto i piedi. My feet first! 😉

sacco a pelo: sebbene non sia strettamente indispensabile, è fortemente consigliato. Spesso sul Cammino si sente parlare di ‘cimici da letto’ (o ‘chinches’), delle quali per fortuna non ho potuto verificarne gli effetti; inoltre, non tutti gli ‘hospitaleros’ dispongono di lenzuola ed è quindi meglio provvedere da sé… Una valida alternativa, soprattutto per i mesi più caldi, è il sacco lenzuolo (o sacco letto).

asciugamano in microfibra: (**)

borraccia: (**)

torcia elettrica: preferibilmente piccola e leggera (nemmeno a dirlo), magari un modello ‘frontale’. Io non l’avevo e mi sono reso conto della sua utilità quando andavo in giro nella notte con la sola torcia del mio smartphone. Se la batteria va troppo giù e il cielo è coperto… Very bad.

tappi per le orecchie: possono sempre servire, soprattutto per chi è particolarmente sensibile al rumore di ‘ruspe’ parcheggiate all’interno degli affollati dormitori in cui spesso ci si trova a pernottare… A me è capitato più e più volte. Nonostante le avessi, ho preferito mettere su un po’ di musica. I Guns n’ Roses aiutano. Scientifically proven! 

20161007_123326-1spirito di adattamento: ho inserito questa voce apposta fra il ‘materiale secondario’. Puoi anche non averlo, anche se è altamente consigliato. Senza di esso i costi salgono e l’esperienza cambia inesorabilmente. Rinunciate a lavatrici, asciugatrici, corrieri (***), prenotazioni di ostelli… “ho visto cose…” (cit.) Il Cammino è anche adattarsi ed accontentarsi di quello che si ha, condividendolo con i propri compagni di viaggio. Biscotti al cioccolato a parte.

Last but not least. Andate sempre per la vostra strada, non mettete mai nessuno nelle condizioni di rovinarvi lo splendido viaggio che state facendo. Circondatevi di gente che vi faccia star bene, ridere e riflettere, che vi racconti la loro storia, e raccontatevi anche voi… Diventeranno vostri amici per la vita anche se avrete passato con loro soltanto qualche giorno che sembrerà ormai così lontano.

 

(*) Il mio zaino aveva una capacità di 35 litri.

(**) Inutile che ve lo spieghi.

(***) Nell’ultima foto, un’ammucchiata di zaini in un ostello di Santiago aspettano solo di essere recuperati dai legittimi proprietari, che li spediscono alla tappa successiva a volte per alleggerirsi di un carico troppo grave per le proprie condizioni di salute, ma molto spesso per pigrizia. Per carità, ognuno è libero di fare quel che gli pare e io sarò probabilmente troppo inflessibile, ma anche la soddisfazione di portare sulle nostre spalle il carico che noi abbiamo deciso, fa parte del viaggio.

 

Leggi anche perché ho deciso di fare il Cammino di Santiago e Il Cammino di Santiago non fa miracoli.

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Written by: SnoopyWanderer

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